Bollocks!Associazione Culturale Bollocks! di Lee Hall * regia scene e costumi Bollocks! è un testo teatrale di Lee Hall inizialmente trasmesso alla radio con il titolo Gristle nel 1997 e pubblicato a Londra nel 2000. L’autore trae spunto dall’opera di Ernst Toller Hinkermann del 1923. La storia è ambientata nell’Irlanda del Nord e racconta il tentativo di reinserimento di un reduce di guerra che a seguito di una ferita causata da un’arma da fuoco, rimane evirato. Bollocks! indaga profondamente nelle dinamiche relazionali con una dose di humor nero. In questo testo viene trattato il tema sempre attuale della guerra e i suoi effetti devastanti. Una castrazione fisica e mentale che riduce l’essere umano a perdere la propria identità. Le ferite fisiche ed emotive del giovane reduce, che si troverà a vivere un’ insanabile crisi di coppia e la conseguente difficoltà di ritrovare un posto nella società, porteranno il protagonista a vivere un profondo disagio. Attorno a Peter, il protagonista ruotano le vite di Mary, la fidanzata, e della coppia di amici Ian e Lisa, tutti accomunati da un senso di privazione. Questa piece è soprattutto una critica Note di regia Quello che ci affascina di “Bollocks!” e che ci spinge a metterlo in scena è la presa di coscienza della situazione dell’uomo contemporaneo. L’autore sceglie come protagonista della storia Peter, un ragazzo di 29 anni, evirato a causa di una ferita di guerra. E’ questa mutilazione orrenda che lo porta a “vedere le cose”, a guardare negli occhi della gente e scoprire il dolore e l’insoddisfazione di ognuno. Attraverso la discesa verso il buio Peter si ritrova, infine, nella posizione “privilegiata” di poter uscire da una società dove conta solo chi è più forte e chi è più maschio, e di vedere con chiarezza tutto quello che gli sta intorno. La messa in scena tende ad evidenziare proprio questa discesa “rivelatrice” e a considerare Peter non solo come il protagonista della storia, ma anche come quel coro che ci aiuta ad aprire gli occhi sulla situazione degli altri personaggi, i quali conducono vite semplici, con i loro obiettivi e le loro difficoltà, ma oppresse da un senso di insoddisfazione, quello che il personaggio di Mr Happy definisce “la miseria dell’essere vivi”. Lo spazio più giusto ci è sembrato un non-luogo che potesse racchiudere tutti gli ambienti in cui il dramma si svolge. Un microcosmo in cui tutto avviene e niente è nascosto agli occhi dello spettatore per fare in modo che la storia non rimanga chiusa in se stessa ma che racconti il mondo in cui viviamo. Vito Saccinto L’ elemento interessante, su cui ci siamo concentrati per narrare questa storia e attraverso il quale crediamo si racconti fortemente l’ essere umano è proprio il rapporto di ognuno di questi personaggi con il dolore espresso dall’insoddisfazione, dall’angoscia di non trovare un posto all’interno della società, e dalla mancanza di comunicazione tra individui che vivono chiusi nei gusci della loro solitudine. In questa visione Peter non è solo un uomo evirato che soffre l’oppressione di una società fortemente contaminata dal sesso e dalla legge del più forte, ma un individuo che, a causa di una disgrazia, compie un viaggio che lo porta a comprendere qualcosa in più della fragilità della natura umana. Questa presa di coscienza emerge dal confronto di Peter con il pubblico, che si interroga riguardo a ciò che egli vive e scopre sulla scena con gli altri personaggi. Bollocks porta in scena qualcosa che pensiamo ci riguardi molto da vicino, ovvero il rapporto di ognuno di noi con il dolore e il modo in cui questo dolore pregiudica i rapporti con le persone che ci stanno intorno. In un mondo che cerca sempre più di omologare gli individui e di spersonificarli suggerendo dei modelli e degli stili di vita Lee Hall sceglie come protagonista un uomo come Peter che solo grazie ad una perdita e ad un dolore così grande riesce a smascherarne la vera natura. Pier Luigi Pasino Scheda tecnica Bollocks! * Note biografiche Per informazioni: |













